APPELLO AL

Presidente della Repubblica

contro la costruzione della cosiddetta ‘Torre Cardin’ e per la salvaguardia della Laguna di Venezia

Signor Presidente,

è a Lei che ci rivolgiamo, perché Lei è interprete e difensore di parole e principi contenuti nella nostra Costituzione. Ed è proprio una grave offesa alla Costituzione quella che minaccia Venezia: la sua integrità ambientale, il suo paesaggio, la natura e la storia di un patrimonio che va tutelato e tramandato alle generazioni future.

Simone Weil, in un suo scritto intitolato “Venezia salva”, spiega il senso delle radici autentiche di questa città: “È un ambiente umano del quale non si ha maggior coscienza che dell’aria che si respira. Un contatto con la natura, il passato, la tradizione”. Realtà e valori che vanno condivisi, se si vuole essere città. Ma il “contatto” di cui parla Simone Weil svanisce sempre più spesso in fenomeni che feriscono e umiliano, come non mai prima, il diritto dei cittadini al bene comune che è Venezia con la sua laguna.

Se si ritiene possibile da parte dei responsabili delle istituzioni pubbliche contribuire alla mastodontica costruzione di una cosiddetta Torre, e questo addirittura sul margine delle acque lagunari prospicenti il centro storico veneziano, vuol dire che lo smarrimento culturale di quelle istituzioni pubbliche non è solo cinica indifferenza al paesaggio e alla storia – e quindi all’obbligo di tutela e salvaguardia dettato dalla Costituzione e dalla legge – ma è addirittura una malaugurata partecipazione di soggetti pubblici ad un’opera che, ove realizzata, potrebbe danneggiare e sfigurare irreparabilmente Venezia.

Signor Presidente, stiamo parlando di uno sproposito edilizio alto più di 250 metri (nulla di simile nel resto d’Italia), che si vorrebbe costruire da parte di privati lì dove un tempo c’era la grande area industriale di Porto Marghera: che per uscire dal suo pluridecennale declino di molto avrebbe bisogno, ma non certo di un “asso piglia tutto”, che agirebbe solamente in funzione della sua natura di “predatore” economico e finanziario.

Tutto questo accade al di fuori di ogni regola e consuetudine di pianificazione territoriale, e ciò a riprova di intenti speculativi che nulla garantiscono in relazione alla sempre contrastata rinascita economica, sociale e culturale di Porto Marghera.

Coloro che sostengono il progetto della colossale Torre esibiscono motivazioni che ricordano gli alibi politici all’origine delle impressionanti devastazioni di contesti storici, sia urbani che paesaggistici, di molte parti d’Italia negli anni del cosiddetto “abusivismo di necessità”. E la costruzione della Torre vanificherebbe una recente sentenza della Corte di Cassazione (riguardante le valli da pesca della laguna di Venezia) che afferma come i valori paesaggistici e le attività antropiche siano da ritenersi beni comuni secondo quanto previsto dagli articoli 2, 9 e 42 della Costituzione.

È per tutte queste ragioni, signor Presidente, che Le esprimiamo la nostra grave preoccupazione, e che Le chiediamo di vegliare perché a Venezia gli interessi privati e un malinteso culto del profitto non calpestino mortalmente la legalità costituzionale.

26 novembre 2012

FAI
ITALIA NOSTRA
CLAUDIO AMBROSINI FRANCO MIRACCO
MARIO BRUNELLO TOMASO MONTANARI
FRANCESCO CAGLIOTI ALESSANDRA MOTTOLA MOLFINO
GIANCARLO CARNEVALE ALESSANDRO NOVA
MATTEO CERIANA ALBERTO ONGARO
PIERLUIGI CERVELLATI RITA PARIS
GIUSEPPE CRISTINELLI DESIDERIA PASOLINI DALL’ONDA
ROLANDO DAMIANI MARIO PIANA
VEZIO DE LUCIA ANTONIO PINELLI
CESARE DE SETA FILIPPOMARIA PONTANI
ANDREA EMILIANI PAOLO PORTOGHESI
VITTORIO EMILIANI LIONELLO PUPPI
GIANNI FABBRI FRANCA RAME
GINO FAMIGLIETTI FERNANDO RIGON
DARIO FO CARLO RIPA DI MEANA
CHIARA FRUGONI STEFANO RODOTA’
ELIO GARZILLO PAOLO RUMIZ
CARLO GINZBURG GIOVANNI SANTORO
VITTORIO GREGOTTI TIZIANO SCARPA
MARIA PIA GUERMANDI SALVATORE SETTIS
BEPPE GULLINO FIORELLA SRICCHIA SANTORO
SALVATORE LIHARD BRUNO ZANARDI
GIOVANNI LOSAVIO MAURO ZANARDO
MASSIMO MARRELLI MARCO ZANETTI
GIORGIO MASTINU MARINO ZORZI

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